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Imperatore dei Francesi e re d'Italia. Nel 1778, frequentò la scuola militare
e, nel 1794, divenne comandante dell'artiglieria dell'esercito d'Italia.
Fu
in Italia che si manifestò il suo genio; divise gli Austriaci dai Sardi, si
impadronì dell'Emilia, mise fine alla Repubblica di Venezia e firmò con
l'Austria la Pace di Campoformio (1797).
Nel 1799, salì al potere in
Francia, come primo console. Istituì la Banca di Francia e introdusse un nuovo
ordinamento amministrativo e giudiziario; trasformò la Repubblica Cisalpina in
Repubblica Italiana, divenendone presidente.
In politica interna, promulgò
il Codice Civile (Codice Napoleonico). Nel 1804, si fece proclamare Imperatore
dei Francesi.
Nel 1805, fu incoronato re d'Italia. Intraprese una politica
espansionistica che gli procurò numerosi domini.
Nel 1806, pose fine al
Sacro Romano Impero ma, dopo tre anni, fu soppresso il potere temporale dei
papi.
Poi, iniziò il periodo della catastrofe: le nazioni da lui oppresse,
gradatamente, si ribellarono. La marcia vittoriosa su Mosca fu l'ultima
affermazione della potenza di Napoleone. In Germania, fu costretto a ritirarsi
oltre il Reno, e la sua ultima grande avventura avvenne a Waterloo, nel 1815
dove fu sconfitto.
Abdicò definitivamente e si recò in esilio sull'isola di
Sant'Elena, dove morì il 5 maggio 1821.